La visione secondo Skeffington ( quattro cerchi)

Approfondiamo il discorso sullo sviluppo della visione, considerando l’evoluzione quale parte essenziale e strettamente connessa alla globalità dello sviluppo del bambino. Partiamo dal concetto che l’uomo rappresenti in ogni momento il risultato biologico e psichico della somma di più elementi costitutivi, fra loro inseparabili e funzionanti in maniera sincrona e collegata. Possiamo osservare come egli sia in grado di costruire le proprie esperienze e darsi un indirizzo comportamentale tramite le informazioni trasmessegli dai cinque sensi che dalle sue possibilità motorie.
Il dott. Skeffington, padre dell’optometria funzionale ipotizzò, negli anni 40, lo schema dello sviluppo percettivo-motorio del bambino, suddividendone le tappe in quattro aree fondamentali, di forma circolare, parzialmente sovrapposte.
La prima di queste zone circolari è quella dell’antigravità ed è legata al movimento.
L’embrione umano vive e si accresce in un ambiente liquido, nel quale non esiste forza di gravità. Alla nascita il bambino viene a contatto con un ambiente totalmente diverso, nel quale deve imparare a muoversi vincendo la forza di gravità che lo tiene ancorato alla terra. Inizia questa lotta con i movimenti del capo, poi imparando a rotolare, strisciare, arrampicarsi, fino a raggiungere la posizione eretta e deambulare.
Questa evoluzione gli fornisce uno schema corporeo rendendolo consapevole delle parti del suo corpo e dei movimenti ad essi indispensabili per il mantenimento dell’equilibrio statico e dinamico; si inserisce la ricerca di una propria individualità. Le relazioni con lo spazio esterno provocano lo stimolo alla localizzazione di se stesso in rapporto alle cose.
Questo primo cerchio fornisce una risposta alle domande “Chi sono io?” “Dove sono io?”.
Il secondo cerchio rappresenta il processo di centratura e risponde alla domanda “Dove sono le cose?”.
La centratura si avvale dell’attenzione, stimolata dalle informazioni provenienti dai cinque organi di senso, prima in quantità numerosa per provocare una risposta di conoscenza e, via via, sempre più ridotte per provocare la stessa risposta. Per quanto riguarda gli occhi, la centratura è resa possibile dall’allineamento degli assi visuali. Altrimenti avremmo diplopia e stati di visione confusa con un grande dispendio di energie.
L’allineamento provoca la conoscenza della collocazione delle cose nello spazio in rapporto alla propria collocazione.
Il bambino nelle fasi di apprendimento del movimento impara a far funzionare gli arti superiori ed inferiori in controlateralità, cioè muove braccio dx e gamba sx e viceversa, strutturando i concetti di simmetria, asimmetria, direzionalità, bilateralità e quest’ultima insieme con l’allineamento visivo è alla base della binocularità.
Il concetto di direzionalità con le sue componenti di alto, basso, dx, sx, permette al bambino in tempi successivi il riconoscimento del simbolo stampato e l’apprendimento della lettura.
Il terzo cerchio rappresenta l’Identificazione che porta all’apprezzamento ed interpretazione della forma delle cose, del loro peso, del loro colore, della loro composizione, della loro temperatura, ecc…
Tutti i sensi concorrono alla sua maturazione e a livello del processo visivo, l’identificazione, si realizza tramite gli impulsi provenienti dai due occhi in uno schema unitario che sommati agli impulsi provenienti dagli altri sensi si confronteranno con i modelli già memorizzati dalla corteccia visiva per una rapida percezione di quanto è situato nel campo di sguardo.
La capacità di integrare gli impulsi correlandoli fra loro, permetterà, in tempi successivi, la soluzione di un problema tramite l’uso di un senso solo; questo cerchio risponde alla domanda “Che cos’è?” contribuendo alla conoscenza della propria dimensione e collocazione spaziale.
Il quarto cerchio è il processo uditivo-verbale. Già nel ventre materno il feto è in grado di percepire alcuni suoni e rumori, dopo la nascita apprende molto rapidamente ad associare i passi della mamma con la vista del biberon e quindi il gusto del latte, suo nutrimento. I suoni provenienti dall’ambiente lo stimolano all’articolazione di altri suoni e vocalizzazione, sempre più precisa, fino all’acquisizione del linguaggio, dove impara e denominare le cose, pronunciare discorsi, esprimere concetti a formulare idee.
I quattro processi di sviluppo si svolgono in modo sincrono e collegato, anche se, in alcuni periodi, ciascuno di essi può prevalere sugli altri.
La zona delineata dalla sovrapposizione dei cerchi è quella che Skeffington definisce VISIONE.
La visione è intelligenza e comprensione, assicura la possibilità di comprendere tutto quanto non cade sotto gli altri sensi e la sua piena maturazione si raggiunge attraverso un articolato sviluppo motorio e sensoriale e quindi è chiaramente intuibile come elementi di disturbo di carattere interno ed esterno possano turbare l’evoluzione o provocare un arresto o rallentamento di questo processo in presenza di richieste ambientali troppo stressanti.

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