UNIVERSITA’ DI ROMA “LA SAPIENZA”
I° FACOLTA’ DI MEDICINA E CHIRURGIA
DIPARTIMENTO DI NEUROLOGIA E OTORINOLARINGOIATRIA


Direttore: Prof. Giuseppe Amabile


MASTER in VALUTAZIONE e RIEDUCAZIONE delle DISFUNZIONI VISUO-POSTURALI
a.a.   2007 – 2008

Relatore Dott. Valerio Lupi

Candidato Americo Fortuna



Adattamenti visuo-posturali

Comparazione  degli adattamenti visuo-posturali tra un gruppo di lavoratori con impegno visivo prossimale, con un gruppo di lavoratori con impegno visivo a distanza.

Premessa

Ci siamo rivolti verso i piccoli uffici come studi di  commercialisti, avvocati architetti ecc., dove il lavoro è prossimale e continuativo. Questo studio  è stato proficuo, poiché abbiamo conosciuto  realtà lavorative diverse dal punto di vista organizzativo, ambientale  ed ergonomico che, a differenza delle grandi aziende, sfuggono  al controllo degli  organi ufficiali preposti alla salvaguardia della salute dei lavoratori.
Differenze visuo-posturali tra due categorie di lavoratori

Sappiamo che un impegno visivo prossimale, se prolungato nel tempo, può causare un’esoforizzazione, e processi adattivi che  portano a manifestazioni di astenopia, fastidiosi dolori muscolari, visione instabile, mal di testa, lacrimazione e affaticamento generale. Mentre un impegno visivo prevalentemente a distanza, può  sviluppare problematiche posturali non necessariamente dipendenti dal sistema visivo. La realizzazione di una ricerca comparativa tra gruppi di lavoratori con compiti diversi, è finalizzata a dimostrare che coloro che hanno impegni visivi prossimali di un certo tipo, possono  sviluppare  anomalie posturali  adattive del tutto diverse rispetto a quelli con impegno svolto prevalentemente a distanza.

Per essere adatta a un impegno lavorativo prossimale, la composizione di una postazione di lavoro deve tenere in considerazione il benessere totale della persona e deve garantire per prima cosa,  il benessere visivo di essa.
Visione prossimale confortevole

La visione prossimale confortevole  è data dall’equilibrio delle componenti della visione prossimale stessa e quindi dell’accomodazione e della convergenza. Quando questo equilibrio è in qualche modo alterato, si viene a creare una situazione di stress visivo che provoca disagio durante l’applicazione al punto prossimo fino ad arrivare all’abbandono del lavoro da vicino.

Secondo A.M. Skeffington (OEP 1950) Lo stress visivo è risultante da “Compito visivo, biologicamente inaccettabile, socialmente compulsivo, centrato al punto prossimo che provoca una reazione di allontanamento  che diventa una guida a centrare più vicino nello spazio visivo” Questo implica che la visione non è un sistema statico, rigido, meccanico, ma un processo attivo dinamico che risponde alle interazioni dell’organismo con l’ambiente.
Ricerca Comparativa

La realizzazione di una ricerca comparativa tra gruppi di lavoratori con compiti diversi, è finalizzata a capire se coloro che hanno impegni visivi prossimali sviluppano  anomalie posturali  adattive diverse rispetto a quelli con impegno svolto prevalentemente a distanza.
Metodo

E' stato elaborato un protocollo che tenga conto dell'efficienza visiva  rispetto alla modalità di valutazione visiva “classica”, essenziale ma non sufficiente a scoprire l’affaticamento visivo e le sue conseguenze sul benessere psicofisico dell’individuo, perché  non accompagnata da valutazioni funzionali.

Elaborazione di un protocollo


Abbiamo eseguito un sopralluogo negli uffici per valutare il grado  di ottimizzazione ambientale delle postazioni operative.  Per  avere un quadro più completo è stato previsto un colloquio-intervista sia per un’eventuale   sintomatologia lamentata sia per la valutazione della correzione visiva eventualmente in uso, anche  riguardo all’efficacia della tipologia correttiva, occhiali (mono o multifocali) lenti a contatto. Per una valutazione  di tipo oggettivo e soggettivo, le persone sono state tutte sottoposte  a un  esame di funzionalità visiva di base con il “Telebinocular”  sia coloro che portavano una correzione sia coloro che non ne facevano uso.

Materiali utilizzati

Si è iniziato consegnando un questionario per la  valutazione dei sintomi sull’affaticamento visivo e muscolo scheletrico, procedendo con test oggettivi e soggettivi.

1)Dominanza, occhio, mano, piede,
2)Cover test
3)Pattern ad H
4)Ppc (punto prossimo di convergenza)
5)NSUCO (pursuit e saccadi)
6)Focus flexibility test
7)DEM
8)Corda di Brock
9)Accomodation vergence flexibility
10)Telebinocular (clinical Fusion)
11)Luxometro
12)Leggio

Gruppo preso in esame

Sono stati esaminati in totale   112 persone, 56  lavoratori con impegno visivo prossimale e una  età media di 32 anni,  con un impegno  lavorativa da vicino di 7,21 ore,  e 56 lavoratori con impegno visivo prevalentemente a distanza, (autisti di azienda  tramviaria, autotrasportatori) con  età media di 30 anni, e un impegno prossimale medio da vicino di 20 minuti al giorno (hobby).

Negli uffici,  abbiamo eseguito un sopralluogo per valutare le postazioni operative.  Da questa valutazione è emerso a nostro giudizio, un aspetto ambientale estremamente negativo, evidenziato da una organizzazione delle aree di lavoro molto approssimata, in modo particolare l’illuminazione, tanto che il rilievo illuminotecnico ha evidenziato  che la  fonte luminosa per lo più  mista tra quella artificiale e quella naturale,  crea contrasti elevati che vanno da 200 a 2500 lux, questa discrepanza, costringeva gli impiegati a posizionare sia i monitor sia i tabulati o scritti in genere, in posizioni tali, costringendoli a  continui contorsioni sia con il tronco sia con la testa.
Risultati della comparazione

Su 112 lavoratori, 56 sono con impegno al PP e 56 al PR.

Sintomatologie dichiarate
Nelle sintomatologie è emerso che 56  lavoratori al Punto prossimo (PP) e 56 lavoratori Punto remoto (PR) lamentano durante e dopo l’impegno lavorativo:

Mal di testa: durante e dopo l’impegno lavorativo


22 lavoratori al PP.  10 lavoratori al PR

Nelle sintomatologie più rilevanti dichiarate,  è emerso che nel gruppo di  56  lavoratori al Punto prossimo (PP) il lamento del  mal di testa durante e dopo l’impegno lavorativo è d  22 lavoratori pari al 39%. Mentre  su  56 lavoratori al Punto remoto (PR) solo 10 lavoratori pari al 18% lamentano mal di testa.

Mal di schiena



34 lavoratori al PP e  6 lavoratori al PR

Altra sintomatologia lamentata è il mal di schiena, qui si evidenzia una notevole differenza tra i lavoratori con impegno da vicino, 34 lavoratori pari a 61%,  e 6 con impegno a distanza pari all’11%

Cervicalgia



28 lavoratori al PP e  12  lavoratori al PR

La cervicalgia, anche in questo caso molto evidente nei lavoratori al PP che sono 28 pari al 50% e i lavoratori al PR sono 12 pari al 21%


Test Funzionali



 

Nel test oculomotorio NSUCO sia nei movimenti saccadici sia  pursuit i lavoratori con impegno al PR, risultano, superiori  rispetto ai lavoratori al PP di circa il 20%.

Nel test DEM si ha un tempo maggiore nei lavoratori al PP pari a 40.43 contro 35,91 dei lavoratori al PR.

Nel test Focus flexibility, si ha una netta prevalenza di lavoratori al PP inferiore alla normativa 48 contro 20 del PR.

Anche nel test Accomodation vergence flex i lavoratori al PP sono superiori al tempo medio sia con il target (2,5/10)  (27 PP 14 PR) sia con (8/10) (41 PP 25 PR).

Nel test Groffman si ha un numero quasi pari tra le due tipologie di lavoratori nel segmento “nella norma”, mentre nel segmento “inferiore alla norma” i lavoratori al PP sono in prevalenza. Nel segmento  “superiore alla norma” il numero dei lavoratori al PR è maggiore. Inoltre è emerso che 47 (84%)  lavoratori al PP svolgono la loro attività di lettura e scrittura (RRD) inferiore alla distanza di Harmon, mentre sono 12 (21%)  i lavoratori al PR che hanno questa distanza inferiore ad Harmon.

CONCLUSIONI

Dalle sintomatologie dichiarate dai lavoratori, dai test funzionali effettuati e dalla valutazione degli ambienti di lavoro,  risulta che i disturbi  accusati al Punto prossimo sono determinati da fattori che condizionano la qualità della visione e della postura, in quanto non sono rispettati i principali parametri che influiscono sul benessere psicofisico dei soggetti impegnati in attività continuative con impegni  “ravvicinati”, “protratti” e "statici" al Punto prossimo. Accomodazione, convergenza e miosi,  sono funzioni troppo sollecitate rispetto alle  proprie possibilità fisiologiche che portano a sintomi marcatamente aspecifici quali: cefalea, lacrimazione, disagio alla luce, sensazione di bruciore ai globi oculari, stanchezza alla lettura, etc. Gli autisti, con impegno visivo in prevalenza da lontano, nei test effettuati non hanno manifestato sintomi di rilievo.  Si evidenzia in modo netto  che questa tipologia di lavoratori non sviluppa  anomalie adattive responsabili di disagio fisico, durante e dopo il normale svolgimento dell’attività lavorativa. I lavoratori con impegno visivo al punto prossimo di 7,21 ore, la maggioranza ha bisogno di occhiali (su 56 esaminati, 30 miopi e tre con astigmatismo miopico). Dei 56 lavoratori con impegno visivo a distanza (autisti) e con impegno prossimale medio per il solo hobby di venti minuti al giorno, abbiamo invece rilevato solo due lievi miopie e dieci tra ipermetropie e astigmatismi.

Il lavoro a distanza prossimale, imposto da necessità sociali con “costrizione” fisica e cognitiva, svolto in un ambiente di lavoro che presenta elementi stressori con caratteristiche ergonomiche e strutturali mediocri, attiva una risposta allo stress che permette di assolvere all'impegno per tutto il tempo. Ne conseguono però una serie di  adattamenti anomali che modificano la funzione visiva e  la postura. La vita odierna ha purtroppo ridotto al minimo la possibilità di movimento, ed è caratterizzata prevalentemente da attività lavorative in stazione seduta, che costringe spesso il tronco e il collo a una rotazione forzata. Inoltre si viene a modificare la corretta fisiologia del rachide poiché verticalizza la curva lombare e mette in tensione i muscoli posteriori del collo e della nuca, che portano a manifestazioni di disagio e compromettono il normale svolgimento delle attività umane. Un’illuminazione confortevole, la giusta ergonomia della postazione, una corretta igiene visiva, sono condizioni indispensabili per favorire  una buona attività lavorativa.

Bibliografia di riferimento

1) Forrest Elliot : Visione e stress . Easv, 1993     
2) Gagey P.M. :Posturologia : ed marrapese
3) Valerio Lupi. Lezioni di Anatomia e Fisiopatologia  Oculare, Fabiano Editore, 2004    
4) Vittorio Roncagli. Valutazione e trattamento dei disturbi visivi  funzionali volume I.   La sequenza analitica.  Easv 2003
5) Vittorio Roncagli. Valutazione e trattamento dei disturbi visivi  funzionali volume III.  La funzione accomodativa.  Easv 2006
6) A.Rossetti P.Gheller. Manuale di optometria e contattologia,  Zanichelli 2003

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